Un’esperienza “gelida”

Un’esperienza “gelida”

La mattina del 26 gennaio eravamo tutti molto emozionati perché dovevamo andare alla “Durazzo”, la scuola media del nostro Istituto Comprensivo, per fare il collegamento Skype con gli scienziati della nave Italica che stanno facendo delle ricerche nel Mar di Ross, davanti all’Antartide.

Ci hanno accolto Eva Pisano, la biologa marina che era già venuta nelle nostre classi per parlarci delle sue spedizioni in Antartide, e Marino Vacchi, un altro scienziato molto famoso perché ha scoperto dove si riproducono i pesciolini argentati, o Antarctic Silverfish. Per questo gli hanno dedicato un ghiacciaio, che infatti si chiama Vacchi.
Quando è partito il collegamento Skype, sulla LIM è comparso il capo spedizione che si trovava sulla nave, che si chiama Nicola. Ha cominciato a farci vedere la nave oceanografica, che è lunga 130 metri e larga 17 e può trasportare 8000 tonnellate.
A bordo c’erano 43 persone: alcuni ricercatori e altri lavoratori che si occupavano dell’organizzazione e del funzionamento della spedizione.
La nave infatti serve, oltre che per fare le ricerche scientifiche nel Mare Antartico, anche per trasportare attrezzature e combustibile alla base italiana Mario Zucchelli, che si trova sulla costa.
Il capo spedizione, mentre si spostava ci faceva vedere parti della nave: i laboratori, i corridoi e le scale.
Marino Vacchi lo ha interrotto e gli ha detto che noi avevamo preparato delle domande. Poi ha chiamato Francesco, un nostro compagno di quarta, che è andato davanti al computer e ha detto che in Italia in quel momento erano le 11 di mattina, mentre in Antartide erano le 23 e quindi era notte; voleva sapere se là era buio. Allora ci hanno fatto vedere fuori: ci siamo stupiti tutti perché era molto chiaro, nonostante il cielo fosse nuvoloso. Francesco ha chiesto anche se la temperatura di notte cala molto e gli hanno risposto che ora che in Antartide è ancora estate, non c’è molta differenza tra il giorno e la notte; in quel momento fuori c’erano zero gradi. La cosa che ci ha colpito è che alcuni scienziati erano in maglietta o avevano solo la felpa: per loro era caldo!

Benedetta poi ha chiesto quali sono state le temperature più basse durante questa spedizione e hanno risposto “- 25°”. Niccolò, un altro bambino di quarta, che era un po’ teso perché non capita tutti i giorni di parlare con scienziati mentre sono impegnati nelle loro ricerche, ha domandato se avessero mai avvistato orche o balene e loro hanno detto che le balene le avvistano quasi sempre, anche se quest’anno se ne vedono un po’ meno.
Filippo di quinta ha poi chiesto se la nave era mai rimasta incagliata nel ghiaccio e i ricercatori hanno risposto che quest’anno no, ma negli anni scorsi è accaduto. Addirittura una volta sono rimasti bloccati per una settimana e poi è dovuta andare a soccorrerli una nave rompighiaccio.
Alla domanda di Sofia che voleva sapere se con i cambiamenti climatici e lo scioglimento dei ghiacci gli Antarctic Silverfish potranno sopravvivere, Nicola ha risposto che la persona più esperta sull’argomento è proprio Marino Vacchi.
Matteo ha chiesto quali attrezzature usano per le ricerche e ci hanno detto che stavano proprio per calare in mare una sonda: ci hanno fatto vedere il laboratorio da dove la controllavano. Le sonda era composta da nove o dieci bottiglie molto grosse e nere che raccoglievano acqua a varie profondità, per studiare la temperatura, la salinità e la quantità di ossigeno. Ci hanno messo un po’ di tempo per farla scendere perché la nave oscillava molto, perché c’erano le onde lunghe. Ci hanno impressionato anche i laboratori con una tecnologia molto avanzata.

Come ultima domanda, ma non meno importante, c’è stata quella di Jacopo: “I vostri studi come potranno migliorare il nostro futuro?”. Gli scienziati hanno risposto che sarà possibile migliorare il futuro grazie all’impegno dei ricercatori e ai moderni strumenti che usano per misurare la temperatura del mare e i cambiamenti della Terra, compresi lo scioglimento dei ghiacci e il riscaldamento globale.

Dopo le domande ci hanno mostrato il resto della nave: nella sala comando, il comandante ci ha indicato i monitor, dove si vedeva che in quel momento erano a 200 km dalla costa, a 76 gradi di latitudine Sud. C’era anche il radar che serve soprattutto per avvistare gli iceberg.
Sulla prua c’era anche la pista d’atterraggio per l’elicottero, che in quel momento non c’era, ma che serve per trasportare le persone e i materiali dalla base alla nave.

Poi abbiamo visto anche un altro tipo di sonda che può stare in acqua un anno o due e un computer che segnalava l’oscillazione della nave.
Ci hanno colpito molto le scialuppe di salvataggio che sono tutte chiuse e sembrano dei piccoli sottomarini: infatti servono per sopravvivere al freddo e al mare molto mosso.

Alla fine dopo aver salutato l’equipaggio della nave, siamo rimasti ancora un po’ a parlare con Eva Pisano e Marino Vacchi, che ci hanno regalato, per la nostra biblioteca, un bellissimo libro sui pesci antartici che hanno scritto loro.


E’ stata un’esperienza particolare, molto emozionante ed interessante vedere degli scienziati in diretta che parlavano solo a noi. Sono stati gentilissimi e per niente snob. Collegarci nel bel mezzo del mare di Ross in Antartide, è stato veramente incredibile!

Classi 4° e 5°, Scuola Primaria Da Verrazzano

redazioneminiscoop
redazioneminiscoop@gmail.com
6 Comments
  • Vale.pap
    Posted at 20:16h, 28 febbraio Rispondi

    È stato bellissimo fare il collegamento.😁
    All’inizio ero agitatissima😌

  • Serain Federico
    Posted at 20:32h, 01 marzo Rispondi

    E’ stato molto bello e spero di poter incontrare di nuovo Eva Pisano e Marino Vacchi

  • V A
    Posted at 12:32h, 02 marzo Rispondi

    Siamo la V A, coprotagonisti di questa esperienza unica ed emozionante! Ci è stata molto utile per scoprire notizie affascinanti sull’Antartide. Eva Pisano e Marino Vacchi sono stati molto gentili e disponibili e ci hanno insegnato ad amare e rispettare l’Antartide, terra di tutti e di nessuno. Grazie!

  • Davide
    Posted at 21:06h, 10 marzo Rispondi

    È stato bellissimo ed educativo fare il collegamento anche se ero molto agitato prima di collegarci
    I lavoratori della nave Italica sono stati molto gentili

  • redazioneminiscoop
    Posted at 17:12h, 19 marzo Rispondi

    La Redazione riceve e inoltra il messaggio ricevuto. Miniscoop ora è conosciuto anche in Antartide!

    Salve a tutti,
    ho messo il link al bellissimo articolo fatto dai ragazzi, l’entusiasmo e la spontaneità
    che pervade il testo, credo sia il miglior “ringraziamento” per tutti coloro che hanno
    contribuito alla realizzazione di questa iniziativa.
    Di seguito il link al “sito della nave” con il rimando all’articolo.
    http://sysnav.bologna.enea.it/MAH/Welcome.action?request_locale=en#twelve

    Stefano FERRIANI
    ____________________________________________________________________________________________
    ENEA
    DIPARTIMENTO TECNOLOGIE ENERGETICHE – DIVISIONE PER LO SVILUPPO SISTEMI PER L’INFORMATICA E L’ICT
    Laboratorio infrastrutture per il Calcolo Scientifico e ad alte prestazioni

  • Alice B.
    Posted at 11:12h, 23 aprile Rispondi

    Fare il collegamento è stato molto emozionante e istruttivo, e in più abbiamo imparato un sacco di cose sull’Antartide!

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