Pronto soccorso in classe

Pronto soccorso in classe

Quest’anno abbiamo fatto un altro laboratorio sul “Primo soccorso”.
Sono venute nella nostra classe quattro mamme volontarie di bambini che frequentano il nostro Istituto Comprensivo e che si occupano, per lavoro, di pronto soccorso.

Teresa, Monica, Laura e Sylvia ci hanno fatto vedere delle slide alla LIM.
In una di queste era rappresentata la “Catena della sopravvivenza”, formata da 5 anelli che ci spiega cosa fare in caso di emergenza, se una persona sta male.

1) Chiamare subito il 112 e rimanere al telefono per rispondere con calma e precisione, spiegando dove siamo e cos’è successo al paziente; è importante non chiudere la chiamata perché l’operatore potrebbe dare consigli su cosa fare mentre si aspettano i soccorsi
2) Se la vittima ha un arresto cardiaco, iniziare subito l’RCP, la manovra di rianimazione cardiopolmonare, o “massaggio cardiaco”
3) Cercare un defibrillatore, un apparecchio elettronico che dà una scossa elettrica al cuore
4) Aspettare l’arrivo dell’ambulanza
5) Intervento specialistico del medico

Dopo averci spiegato queste cose ci hanno fatto provare la manovra di rianimazione su due manichini.


L’avevamo già fatto l’anno scorso con il dottor Serain, papà di un nostro compagno, ma è stato utile riprovare, perché per imparare a farlo bene, è importante allenarsi ripetutamente.

Ci hanno fatto vedere anche come si usa il defibrillatore automatico: è un apparecchio elettronico che, per legge, si può utilizzare solo se si è maggiorenni. Serve nel caso una persona sia in arresto cardiaco, per riattivare il cuore. Appena lo accendi inizia a “parlare” e a spiegare che cosa bisogna fare: mettere due placche adesive sul torace del paziente e poi seguire le istruzioni.

Un’altra cosa nuova che ci hanno spiegato è la “manovra di disostruzione” delle vie aeree.
Una persona può ingoiare un piccolo oggetto o semplicemente può andarle “per traverso” un boccone di cibo (acini d’uva, olive, caramelle o qualche pezzo intero di un alimento).
Se l’ostruzione è parziale, l’infortunato deve tossire il più possibile per far fuoriuscire ciò che si è incastrato nella trachea. Se invece l’ostruzione è totale la vittima non riesce più a respirare e generalmente si mette le mani intorno al collo.
Allora occorre fare al più presto la manovra di disostruzione: bisogna mettersi dietro alla persona, facendo passare le braccia sotto alle sue ascelle, poi con una mano formare una “C” puntando l’indice sul suo ombelico e il pollice sotto allo sterno. L’altra mano chiusa a pugno va inserita sotto alla “C” della prima e facendo forza con entrambe fare delle pressioni forti, spingendo contemporaneamente verso l’interno e dal basso verso l’alto. Il pezzetto di cibo o l’oggetto ingoiato, per via della pressione dovrebbe risalire fino alla bocca.

Abbiamo provato anche con un bambolotto per vedere come si può fare la manovra con un lattante, che non ha ancora compiuto l’anno. Bisogna sdraiare il bambino sulla nostra gamba, con una mano dobbiamo tenergli ferma la testa, con l’altra bisogna dargli dei colpi sulla schiena.

Nel caso la vittima abbia ripreso a respirare ma sia ancora incosciente bisogna lasciarla sdraiata e metterla su un fianco, in posizione laterale di sicurezza, fino all’arrivo dell’ambulanza.

Teresa e Laura ci hanno detto che è molto importante saper fare alcune di queste manovre di soccorso in caso di necessità, perché bastano pochi minuti senza ossigeno al cervello e i neuroni cominciano a morire, provocando danni a varie parti del corpo: a ogni minuto che passa si perde il 10% di probabilità di sopravvivenza.

Alla fine Teresa e Sylvia ci hanno consegnato un attestato di partecipazione.

Questo incontro è stato molto interessante e utile perché se succedesse davvero di trovarci con una persona che sta male, sapremmo che cosa fare.

Classe 5A, scuola primaria Da Verrazzano

 

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