Laboratori al Ducale

Laboratori al Ducale

Anche la classe III A della scuola Manfredi vi vuole raccontare come ha sviluppato in modo “artistico” il tema del progetto di quest’anno del nostro istituto “Leggere la città”. È  un articolo lungo… ma ne vale la pena!

Il 21 e il 28 marzo ci siamo recati a Palazzo Ducale per partecipare a due laboratori condotti dalla Dott.ssa Anna Calcagno. Ora vi raccontiamo cosa abbiamo imparato.

Durante il primo laboratorio, Anna ci ha dato alcune notizie su Palazzo Ducale e abbiamo innanzitutto scoperto che un tempo era la sede del potere e la casa del Doge che comandava la città di Genova.
Il Palazzo ha al suo interno due cortili con delle logge che sono una struttura di affaccio per prendere luce, sorrette da colonne. Anna ci ha anche spiegato che le colonne sono composte dalla base, dal fusto e dal capitello. Alcune hanno una funzione di sostegno, altre solo estetica, come quelle sulla facciata che dà su Piazza Matteotti.
Nella parte sottostante il Palazzo, ci sono delle cisterne, un tempo utili per raccogliere l’acqua, e un munizioniere, che serviva, appunto, per tenere le munizioni, in caso di attacchi.
Abbiamo anche osservato il portone, grandissimo! È in ferro e in bronzo, con delle borchie e i maniglioni in bronzo riproducono un tritone, figlio del dio del mare Poseidone.

Anna ci ha raccontato che un tempo, davanti al portone, c’era il mercato, ma il Doge si lamentò del troppo disordine e, per timore di fare brutta figura con gli ospiti importanti che riceveva a palazzo, fece spostare i banchetti dell’ortofrutta in Via delle Erbe e quelli del pollame in Salita Pollaiuoli. Dai nomi si capisce tutto!
Ai lati del portone c’erano due statue che raffiguravano Andrea Doria e suo nipote Giovanni Andrea, che sono state abbattute dal popolo genovese che protestava per la troppa miseria (ora sne ono rimasti i basamenti), mentre le statue, dopo un accurato restauro, sono state sistemate all’interno del palazzo perché fragili.

La costruzione del Palazzo ha inizio alla fine del 1200 e l’edificio attuale è il risultato di successive trasformazioni. È stato ristrutturato prima dall’architetto Andrea Ceresola, detto il Vannone, alla fine del 1500, ma poi nel 1700 ci fu un incendio e così il palazzo venne ripensato dall’architetto Simone Cantoni.

Successivamente siamo rientrati e saliti al primo piano per osservare la Torre Grimaldina, struttura antica del palazzo composta da sette piani, che fu un tempo la prigione dei “VIP”, cioè venivano rinchiusi lì i personaggi importanti della città (pittori, artisti, politici…). Uno di questi, un pittore detto Capitan Tempesta, ha lasciato segni della sua opera sulle pareti durante il periodo della sua prigionia.

In alto c’è la torre campanaria con le finestre bifore e trifore. Le campane venivano suonate in caso di pericolo, di feste e ricorrenze solenni o per dare il benvenuto agli ospiti importanti che facevano visita al Doge.

Abbiamo poi ridisceso lo scalone… un momento! “Lo sapete perché i gradini sono tutti picchiettati e sono molto bassi? Ebbene, un tempo ci salivano con i cavalli! Sono i segni degli zoccoli!”

Dicevamo… siamo scesi per andare in laboratorio.

Anna ci ha consegnato delle foto in bianco e nero di particolari di Palazzo ducale e Piazza De Ferrrari. Noi le abbiamo rielaborate sul cartoncino bianco, e abbiamo successivamente ripassato il disegno con la TrattoPen, aggiungendo le ombre, e infine ripassato sopra il pennello bagnato. Sono risultate delle ombreggiature meravigliose!

Per il secondo, invece, siamo subito andati a lavorare nel laboratorio.
Anna questa volta ci ha consegnato delle foto di alcuni monumenti di Genova e noi li abbiamo disegnati sulla carta da pacchi, sul cartoncino bianco o colorato e rimarcato i contorni e gli elementi più importanti utilizzando pastelli a cera e a olio, e infine li abbiamo ritagliati.

In un secondo momento, i abbiamo sistemati su un cartellone, incollati e infine Anna ha rifinito il tutto aggiungendo lo sfondo e il mare con la tecnica del frottage. Pensate che ha utilizzato come basi un suo tappetino della doccia e la moquette del pavimento!
Tutto può servire in arte, anche l’errore…

Ne è venuta fuori una visione d’insieme della città di Genova che a noi è piaciuta moltissimo ed è stata anche molto ammirata dalle maestre delle altre classi.

I laboratori ci sono piaciuti davvero tanto, ad alcuni di noi è piaciuto di più il primo per la tecnica della TrattoPen e il bianco e nero, ad altri più il secondo per il risultato colorato e l’idea d’insieme della città.
Noi lavoriamo molto volentieri con Anna, che pensa per noi ogni volta cose nuove da sperimentare e per questo la ringraziamo di cuore.

I bambini e le bambine della classe III A, Scuola Primaria Manfredi

redazioneminiscoop
redazioneminiscoop@gmail.com
9 Comments
  • Annita
    Posted at 16:49h, 21 Maggio Rispondi

    Siete stati bravissimi! Un vero capolavoro

  • Lucia
    Posted at 16:54h, 21 Maggio Rispondi

    Che meraviglia!!! Bravissimi!

  • Riccardo Favero
    Posted at 17:10h, 21 Maggio Rispondi

    Ma che bravi i nostri piccoli geni !!!

    PS: vi tengo d’occhio eh

    🙂 🙂 🙂

  • Sara
    Posted at 17:38h, 21 Maggio Rispondi

    Complimenti bravissimi!!!

  • Anna Musante
    Posted at 18:56h, 21 Maggio Rispondi

    Siete stati bravissimi! Un progetto molto interessante!

  • Riccardo Favero
    Posted at 19:13h, 21 Maggio Rispondi

    Ma che bravi i nostri piccoli genietti !!!

  • Riccardo Favero
    Posted at 19:30h, 21 Maggio Rispondi

    Ma che bravi i nostri genietti !!!
    Complimenti , date libero sfogo alla vostra creatività.

  • Patrizia
    Posted at 20:21h, 24 Maggio Rispondi

    Complimenti bambini, le doti artistiche non vi mancano!

  • 3 B PISA
    Posted at 12:17h, 10 Giugno Rispondi

    Ciao! Siamo la 3B di Pisa. Wow, come siete creativi!!! Bravissimi! Che bel lavoro, complimenti a voi e alle maestre. Baci a tutti da Pisa

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.