Un saluto alla prof. Corti

Un saluto alla prof. Corti

Cari lettori, in occasione della conclusione del percorso d’insegnamento scolastico della prof. Silvia Corti, ci ritroviamo qui a scrivere poche righe per ringraziarla di tutto ciò che ha fatto per noi alunni e, in generale, per l’enorme contributo che ha dato in questi lunghi ma begli anni. Come ultimo ricordo di lei vi offriamo la piacevole lettura di questa intervista alla prof.

Prof, potrebbe parlarci in breve della sua carriera?

41 anni, 10 mesi e 21 giorni… Ecco, sono arrivata al capolinea! Sono arrivata alla “Durazzo” nel settembre dell’82, giovane sposina incinta (ora sono nonna), quando la sede era ancora in via Gianelli e questo edificio lo stavano costruendo. L’anno dopo sono passata di ruolo e ho accettato tre scuole pur di essere titolare lì. Quella fu la decisione più saggia di tutta la mia vita lavorativa: una scuola nuova, vicina a casa, controtraffico e col parcheggio. Praticamente perfetta!

Ai Nazionali di tennis in Puglia

Ai Nazionali di tennis in Puglia

Quindi: sede nuova, palestra nuova e preside nuovo. Eravamo una grande famiglia e la scuola cresceva di anno in anno e dopo poco non fui più costretta a completare altrove.

Dal punto di vista sportivo abbiamo fatto di tutto e vinto molto. Abbiamo riempito la scuola di targhe, coppe e trofei. Ne avevamo talmente tanti che, per parecchio tempo, alla premiazione di fine anno li regalavamo ai ragazzi più meritevoli personalizzandoli con targhette. Per me, che non sono per niente competitiva(!), è stata una goduria! Io partecipo se ho possibilità di vincere, se no che divertimento c’è?

Tante trasferte in treno, pullman perfino in aereo. Ricordo il mio primo volo: atterraggio a Reggio Calabria…panico totale…l’aeroporto sembrava un coriandolo vicino al mare!

Ne sono successe tante da poterne scrivere un libro e non è detto che non lo farò quando avrò più tempo. Credo di aver fatto il lavoro più bello del mondo o perlomeno mi è sembrato: quando i ragazzi mi aspettano in classe col loro sacchettino in mano e gli occhietti che brillano, felici di andare a fare lezione, è sempre un’emozione.

Devo dire che il mio lavoro mi è sempre piaciuto, è divertente e stimola la fantasia. Per poterlo fare a 19 anni sono andata a studiare a Milano ed erano decisamente altri tempi. Ora, però, stanno cambiando troppe cose e francamente non ho proprio voglia di adeguarmi : il Pof, il Pei, il Pdp, i Bes, i DSA, il registro elettronico… NOOOOO!!! Io sono da maglietta, pantaloncini, scarpe da ginnastica e…..andare!!!!!!!!!!!!!

Ora è il momento dei saluti. Ringrazio tutti per avermi sopportata, soprattutto quest’anno che ho fatto il conto alla rovescia creando grande invidia in particolare da parte delle colleghe colpite, come me, dalla ‘simpatica’ riforma Fornero, ma specialmente le mie colleghe di materia. Siamo in tre e ci completiamo alla perfezione.

Una è il mago delle parole, riesce a dire la stessa cosa in modi diversi a seconda di chi si trova davanti e, poi, sa tutto di tutti gli acciacchi che si possono avere : CIAO NICO!

L’altra è un vulcano, una ne fa 100 ne pensa: contatti, viaggi, gare… Ogni tanto bisogna ricordarle che non ha più l’età. L’entusiasmo non manca, ma i tempi di recupero non sono più gli stessi di una volta. Grazie di esistere, ROSS!!!!

E poi ci sono io, che sono più da cose pratiche: orari, tornei e la capacità di vedere prima dove sorgeranno i problemi e cercare di pararli.

Ora che andrà in pensione di che cosa si occuperà e a che cosa si dedicherà?

Da settembre vorrei scoprire un’altra vita, dato che vado a scuola ininterrottamente da quando avevo 3 anni. Innanzi tutto butterò via la sveglia che, per quanto suoni tardi, non è mai troppo tardi. Poi vorrei andare in centro la mattina per vedere il famoso traffico che, per mia fortuna, non ho mai conosciuto. Fare le vacanze a giugno, visto che della scuola la cosa che ho sempre odiato di più sono gli esami….e poi stare col mio nipotino , 21 mesi, che già tenta di fare le capriole sul letto e corre dietro la palla gridando “goooool”. E, dato che ne abbiamo un altro/a in arrivo, non avrò tempo di annoiarmi.

Ancora non realizzo che non dovrò più frequentare i luoghi che sono stati la mia seconda casa per più di metà della mia esistenza e, per chi dice che l’ultimo anno vola, lo voglio assolutamente smentire : è stato lunghissimo! Spero solo che chi verrà al mio posto ci metta la passione e l’entusiasmo che ho tentato di metterci io.

Ciao a tutti e sempre W LA DURAZZO!!!!!

Daniela C. e Carola C., classe 3 D, Scuola secondaria di primo grado Durazzo

redazioneminiscoop
redazioneminiscoop@gmail.com
2 Comments
  • elisabetta polispermi
    Posted at 08:34h, 30 Giugno Rispondi

    Ciao cara Silvia ne è trascorso tanto di tempo da quando eravamo colleghe alla Durazzo… io sono ancora tra i ragazzi e mi “diverto” ancora, ma faccio anche tanto altro…..di creativo……un abbraccio ancora e buona fortuna per questa seconda… o terza… o quarta o vedi tu… VITA! Elisabetta

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