Messaggi dall’esterno

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Esistono gli alieni? si chiedono gli umani. Ma la stessa domanda se la pongono anche gli abitanti del pianeta MOVEHEDA-JA. Nasce così, da questo interrogativo, un’avventura davvero extraterrestre che unisce punti di vista diversi. La fantasia di Elisa della 3E Durazzo ci fa compiere un viaggio molto avvincente!

 

Nessuna creatura sa se esistono davvero altri esseri viventi oltre a quelli presenti sul proprio pianeta. Si può solo ipotizzare, e nel caso degli abitanti del pianeta MOVEHEDA-JA, sperare.
Ci troviamo a circa 24 anni luce dalla terra, le uniche forme di vita su questo pianeta sono i “rakun”, dei “decapodi” con la testa e i tentacoli di un polpo. Le uniche differenze sono che un rakun è più o meno dieci volte un polpo, e le sue enormi zampe camminano sul terreno.
Questi alieni vivono solitari nel loro pianeta da più di 2 miliardi di anni, non si riproducono né muoiono di vecchiaia. La loro estinzione è impossibile grazie alla loro intelligenza.
Sul pianeta non ci sono leader, professioni o talenti speciali: i rakun sono stati creati tutti esattamente uguali. Non un tentacolo in più non un tentacolo in meno.
Se ci allontaniamo di pochi anni luce, nello spazio, due pianeti sconosciuti si stanno avvicinando e ben presto si scontreranno creando migliaia di meteoriti.
Lo scontro è già cominciato e il pianeta MOVEHEDA-JA ne sta subendo i danni.
Molte stazioni di lavoro importanti sono state colpite e distrutte. Sul pianeta si dà l’allarme: un gigantesco meteorite si sta dirigendo verso di loro.  Ci si prepara all’apocalisse.
L’unica speranza di salvare il pianeta è mandare una navicella nello spazio e cercare aiuto. Ma la domanda è: c’è davvero qualcuno là fuori che potrebbe aiutarli?
I rakun si riuniscono nella stazione delle riunioni urgenti per procedere con il piano. Il problema grave è che rimane una sola navicella disponibile a causa dei meteoriti. Un solo rakun potrà esplorare la galassia e trovare aiuto. Sembra impossibile, ma è la loro unica via d’uscita.

3, 2, 1… la navicella è partita. Il rakun presente all’interno di essa, 5624, è pronto per il suo lungo viaggio quando, ad un tratto, qualcosa collassa sul lato destro della navicella e quest’ultima inizia a oscillare nello spazio. 5624 prova a riprendere i comandi del veicolo, ma è tutto guasto. Dopo pochi minuti la navicella si schianta contro un pianeta. Fortunatamente il rakun è ancora vivo. Faticosamente riesce ad uscire dai resti del mezzo spaziale.
Si trova su un prato, e davanti a lui c’è una piccola stazione abitativa. Da una fessura della stazione compare una ragazza sbalordita.
La ragazza, Alyce, sta fissando l’alieno sconvolta, non sa che fare.
Il rakun squadra il piccolo bipede e capisce che il suo pianeta ha ancora una speranza. 5624 si avvicina alla ragazza e comincia a spiegarle la sua situazione.
Alyce sente provenire dalla alieno solo strani rumori e diventa ancora più confusa di prima. La ragazza inizia ad urlare ed a chiedere a 5624 chi è e che cosa vuole da lei. Nel frattempo, l’alieno ricava informazioni sulla lingua parlata dalla ragazza e riesce a spiegare il suo problema nella lingua che ha appena imparato. Alyce non sa davvero che fare, perciò si consulta con il suo migliore amico, che, fanatico di extraterrestri, impazzisce alla vista di 5624.
-Dobbiamo parlarne alla Nasa- propone Chad.
-Non credo che ci ascolteranno- riflette Alyce.
-Eccome se ci ascolteranno… abbiamo le prove!- Chad ha ragione, alla vista del rakun tutti gli scienziati andranno fuori di testa.
-D’accordo, prendo il furgone-.

I tre partono verso l’edificio della Nasa. Davanti a loro si innalza un enorme edificio con disegnata la bandiera americana.
-Come entriamo?- chiede Chad.
-Sembra un edificio importante, entrare non dev’essere una cosa semplice-.
L’alieno, più intelligente dei due migliori amici, cerca un modo per entrare. Avvista una bandiera che si trova vicino al cancello d’entrata. Incuriosito, prova a spingerla: la bandiera si muove.
Segue un rumore di una porta che si apre, e subito dopo i tre amici cadono nel vuoto. Arrivano in un’enorme sala da cui partono decine di corridoi. Scienziati si muovono da ogni parte. Chad sgrana gli occhi:-L’edificio era solo un sotterfugio!-
-Mitico!- aggiunge l’alieno.
-Chi siete voi, infiltrati?- si preoccupa un signore dai capelli bianchi davanti ad Alyce. Sussurri e sussulti provengono da ogni parte della sala.
-Quello è un alieno!- urla un uomo.
-Io sono direttore della NASA. Ma lui chi è?- Il vecchio signore indica 5624. Alyce e Chad spiegano la situazione del pianeta MOVEHEDA-JA.
Nelle ore seguenti, scienziati da ogni parte del mondo arrivano alla NASA per osservare l’alieno, e insieme, costruire una navicella che possa contenere tutti rakun. Grazie a 5624 finiscono in fretta e l’alieno è pronto a partire.
-Speriamo che il suo popolo si riesca a salvare.-
Tutti salutano 5624.
Adesso possono solo sperare che la missione vada bene.

Elisa, 3E, Scuola Secondaria di Primo Grado C. Durazzo

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