Gandhi: un ribelle non violento

Gandhi: un ribelle non violento

Nel nostro “albero delle persone giuste” abbiamo dedicato alcune “foglie” a Gandhi perché si è battuto contro il razzismo e per l’indipendenza del suo paese, non usando mai la violenza. È riuscito a convincere migliaia di persone a ribellarsi senza usare armi, senza picchiare o uccidere qualcuno.
Gandhi è un esempio di “giusto” per tutto il pianeta.

Per scoprire chi era e che cosa aveva fatto Gandhi, detto Mahatma, che significa Grande Anima, dopo aver letto diversi testi, abbiamo visto alcune parti del film “Gandhi” del regista Richard Attenborough.

Gandhi nacque da una famiglia induista e benestante in India, che era una colonia dell’Impero Britannico.
Dopo aver frequentato le scuole superiori nel suo paese fu mandato dal padre a Londra per frequentare l’Università e diventare avvocato.
A ventiquattro anni gli venne offerto un lavoro in Sudafrica: doveva difendere gli interessi di un mercante indiano.
Lì scoprì che migliaia di immigrati indiani erano vittime della segregazione razziale. Iniziò così la sua lotta basata sulla resistenza non violenta, di marce pacifiche e di non-collaborazione con il governo britannico.
Alla fine, dopo 20 anni di ribellioni pacifiche, di disobbedienza civile e numerosi arresti, il governo sudafricano fece delle riforme a favore dei lavoratori indiani: eliminazione di alcune leggi discriminatorie, riconoscimento ai nuovi immigrati della parità dei diritti e validità dei matrimoni religiosi con i riti induisti.


Nel 1915, tornato in India, Gandhi iniziò a battersi per l’indipendenza del suo paese, diffondendo le sue idee di disobbedienza civile. Per questo fu arrestato molte volte. Ogni volta che usciva dal carcere riprendeva la sua battaglia chiedendo l’indipendenza del suo paese.
Quando era in prigione faceva lo sciopero della fame, rischiando così di morire. Questo costringeva gli inglesi a liberarlo, perché ormai Gandhi era diventato una persona famosa in tutto il mondo per la sua saggezza e per i suoi metodi di lotta pacifica.
Nel 1947 infine, l’India ottenne l’indipendenza dall’Impero Britannico.

Il nuovo Stato però non era unito. Subito dopo la proclamazione d’indipendenza dell’India, una parte di essa si staccò dal resto del paese, diventando il Pakistan, a maggioranza musulmana.
Gandhi si oppose alla divisione tra India e Pakistan, perché avrebbe voluto che la maggioranza induista e la minoranza musulmana della popolazione convivesse pacificamente. Proprio per questo il 30 gennaio 1948 fu assassinato da un fanatico induista.
Al suo funerale assistettero più di due milioni di persone e in tutto il mondo si decise di ricordarlo dedicandogli la “Giornata internazionale della Nonviolenza” che si celebra il 2 ottobre, data del il suo compleanno. Gandhi infatti sognava la libertà e la pace per gli Indiani ma anche per tutti i popoli della Terra.

Arianna, Benedetta e Mattia, classe V, Scuola Primaria Da Verrazzano

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