Benedicta: lo spettacolo teatro – canzone di Gian Piero Alloisio

Benedicta: lo spettacolo teatro – canzone di Gian Piero Alloisio

La mia scuola ha organizzato un incontro virtuale per la festa della Liberazione. Lunedì 27 aprile alle ore 10:00 tutte le classi della succursale di via Casotti sono state riunite in una videoconferenza tramite Meet, per ricordare il settantacinquesimo anno dalla Liberazione, avvenuta il 25 aprile 1945.

Lo spettacolo e l’incontro virtuale

Eravamo presenti tutti, compresi i professori e il preside, per vedere insieme due filmati di Alloisio, cantautore e attore di teatro, sulla Resistenza. Oltre a lui, nei filmati, c’erano anche racconti di ex deportati e partigiani.

I video sono stati girati in casa durante questo periodo di isolamento (a causa del Coronavirus) e pubblicati su Youtube. Gian Piero Alloisio racconta alcuni episodi alternando musica e testimonianze; lo spettacolo parla di storie eroiche, commoventi ed emozionanti, di persone cadute o tuttora in vita che hanno combattuto per i loro ideali.
L’autore nel 2018 aveva già pubblicato il CD/DVD “Resistenza Pop”, che riassumeva i suoi spettacoli di teatro-canzone realizzati in questi anni per il Festival Pop della Resistenza. Dopo aver visto i due filmati il prof. Podestà ha chiamato Alloisio, che ha partecipato alla parte finale della videoconferenza oltre che per rispondere alle domande, anche per darci un suo piccolo e personale approfondimento.

La storia e i testimoni: per non dimenticare

Alloisio, nei video, racconta la storia di quel periodo, della guerra, di Mussolini, dei tanti morti nella Resistenza.
I suoi racconti e quelli dei testimoni sono importanti perché non dobbiamo dimenticare quello che è successo in modo che non accada mai più.

Ci hanno affascinato molto le testimonianze di Pasquale Cinefra, Mario Ghiglione e Giuseppe Merlo.
Tutti e tre in passato erano stati partigiani e avevano combattuto nel basso Piemonte per liberare l’Italia. Il primo col nome di battaglia “Ivan”, il secondo “Aria”.

Davvero toccante la testimonianza di Mario Ghiglione: raccontava del rastrellamento di Olbicella. All’inizio il testimone insieme ad altri suoi compagni stavano andando a Pian Castagna per aiutare un gruppo di partigiani. Mentre salivano, però, una staffetta li avverti che ormai la battaglia era finita e che non c’era più niente da fare. Allora iniziarono a tornare indietro scoraggiati, ma dietro una curva, incontrando una camionetta di soldati tedeschi, si misero a sparare. Dopo una breve battaglia, i partigiani sopravvissuti e costretti alla ritirata si rifugiarono nel bosco. Nonostante il tentativo di fuga, un’altra pattuglia tedesca li catturò e tutti, escluso “Aria”, furono impiccati.

Allosio racconta della sua famiglia, ricorda il nonno partigiano, di cui in famiglia non si parlava, così come non si parlava di guerra. Il nonno si schierò contro il fascismo a un prezzo molto alto: la vita. In guerra si usavano dei nomi di battaglia: “Cucciolo”, “Brontolo”e lo zio di di Alloisio ebbe il nome di battaglia “Pinocchio”. Ci ha colpito il racconto del sogno della nonna Gisa nel quale lo zio Luciano si era buttato giù dal treno e grazie a questo sogno venne trovato. Nel video Alloisio canta anche la canzone scritta su questo episodio. Mi ha colpito perché all’epoca non avevano i telefonini e nonna Gisa teneva tutti i biglietti che arrivavano dalle stazioni dei treni, ma non era facile rintracciare una persona. È stato un sogno molto importante senza il quale non lo avrebbero trovato probabilmente.

In questo video potete guardare la testimonianza di Giuseppe Merlo:

Benedicta

Solo una piccola parte dei ragazzi chiamati alle armi dalla Repubblica di Salò accettò di arruolarsi, alcuni si diedero alla macchia, molti si unirono ai partigiani sulle montagne e colline .

Nell’aprile del 1944, i nazifascisti attaccarono la sede di un comando partigiano presso l’antico monastero della Benedicta, nel Comune di Bosio.
I partigiani uccisi o deportati alla Benedicta furono centinaia e l’antico monastero benedettino fu distrutto. Nel racconto della Benedicta molti di noi sono stati colpiti dal ruolo importante di Pierina Ferrari, una donna moderna che lavorava, un’operaia, che faceva la staffetta e portava nella sua borsa della spesa ordini, documenti e armi. (A lei verrà dedicata la canzone “Bellezza in bicicletta”).
Tutti i partigiani avevano un nome di battaglia e a Pierina fu dato da un comandante il nome “Milly” che a lei però non piaceva perché non voleva essere paragonata alla famosa e bella cantante Milly, amante del principe Umberto figlio del Re. Pierina lottava anche per la liberazione della donna che all’epoca veniva sempre sminuita.

Una mattina le fu consegnata una mappa con la preghiera di recapitarla ai partigiani ribelli del M.Tobbio. Il giorno seguente ci sarebbe stato un rastrellamento. Purtroppo non tutti le credettero e l’indomani arrivarono 2000 soldati addestrati alla guerra, mentre i partigiani erano 800 e avevano solo poche armi per difendersi così furono fucilate 150 persone e molte altre furono portate nei campi di concentramento.
Tra i partigiani uccisi alla Benedicta c’erano anche due cugini del padre di Gian Piero Alloisio.

Canzoni

Nei video, la prima canzone era “Tieni duro”, il cui significato è che non bisogna arrendersi mai e che dobbiamo farci valere contro i prepotenti.
L’autore ha spiegato che le famose canzoni “Bella Ciao” o “Fischia il Vento” sono canzoni partigiane ma la musica è presa da altre canzoni, infatti la prima deriva dal “Fior di tomba” del ‘500 e l’altra da un brano russo.
“Dalle Belle Città”, è invece una canzone originale partigiana, che spiega il trasferimento dei ribelli dalla città alla montagna, scritta da Emilio “Cini” (nome di battaglia) Casalini e Angelo “Lanfranco” Rossi.
Alla fine dell’incontro sono stati riportati i nomi di tutti i partecipanti alla rappresentazione con i ringraziamenti accompagnati in sottofondo dalla famosa canzone di Giorgio Gaber “La Libertà”.
Il ritmo e i testi delle canzoni sono piaciuti molto quasi a tutti noi.
Infine, sempre nel video, canta “Arrivederci”. Con la canzone “Arrivederci” che già aveva cantato nel video, ha salutato tutti noi dopo essere intervenuto nella lezione.

Classe  1G a.s. 2019/2020, Scuola Durazzo Nervi Succursale

redazioneminiscoop
redazioneminiscoop@gmail.com
1 Comment
  • Roberta
    Posted at 08:47h, 30 Settembre Rispondi

    Complimenti ragazzi! Bellissimo articolo e testimonianze molto importanti .
    Grazie davvero

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